Glossario meteorologico 

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Brezza

Questo termine ha, in meteorologia, un significato piuttosto ambiguo.
Una prima accezione della parola brezza fa riferimento all'intensità debole o moderata del vento che assume tale denominazione. Nella scala di Beaufort, ad es., in italiano, i numeri 2 e 3 sono descritti come "Brezza leggera" e "Brezza tesa". Anche nelle altre lingue europee si utilizza il termine brezza (accompagnato da un aggettivo) per descrivere i venti che, a seconda dei casi e della lingua presa in considerazione, hanno un'intenistà compresa tra 1 e 6 della scala di Beaufort.
D'altra parte, la brezza è un vento locale a periodicità giornaliera che si manifesta quando non prevalgono i moti atmosferici su scala sinottica e, dunque, tipicamente, in condizioni di alta pressione, che trae origine dall'eterogeneo riscaldamento dovuto alla diversa capacità termica e orografia di zone contigue della superficie terrestre.
Nelle ore diurne, dato il maggiore calore specifico dell'acqua, soprattutto nelle giornate soleggiate e durante i mesi più caldi, lo strato d'aria che si trova a ridosso del suolo tende a scaldarsi molto più rapidamente rispetto a quello presente sulla superficie del mare, innalzandosi verso l'alto. Il modesto abbassamente di pressione che ne consegue fa sì che l'aria marittima più fresca vada a sostituire quella in sollevamento generando la cosiddetta brezza di mare. Si genera, infatti, una cella convettiva per cui al suolo si ha un flusso d'aria dal mare verso le terre emerse mentre in quota si ha un flusso in direzione opposta. Quest'ultimo può dare origine, in alcuni casi, alla formazione di modeste nubi a sviluppo verticale.
Nelle ore più fredde il gradiente termico orizzontale tra terra e mare si inverte attivando, invece, la brezza di terra.
Un analogo processo si verifica in prossimità di laghi e fiumi dove hanno luogo le brezze di lago e le brezze di fiume.
Anche una marcata eterogeneità tra suoli contigui, come quella che si ha con la presenza di foreste, agglomerati urbani, parchi, oasi e ghiacciai, può dare luogo al fenomeno della brezza (brezza urbana, brezza di foresta, brezza di ghiacciaio, etc.)
L'intensità della radiazione solare incidente su una superficie al suolo è influenzata dall'angolo di inclinazione della radiazione stessa. Alla latitudine di 45°N, ad es., l'intensità sarà massima per le superfici esposte a sud e inclinate a 45°. In generale, inoltre, i fondovalle sono maggiormente soggetti all'ombra (in particolare in prossimità dell'alba e del tramonto) rispetto alle vette. In presenza di rilievi, dunque, a seconda dell'inclinazione che le caratterizza, si assiste a un ineguale riscaldamento delle superfici. Al primo mattino un fondovalle in ombra sarà soggetto a un minore riscaldamento rispetto a un pendio esposto al sole e questo da origine a un vento anabatico (brezza di valle). Nelle ore notturne, viceversa, le alture saranno soggette a un maggiore raffreddamento dando origine a un vento catabatico (brezza di monte).


In inglese: Breeze
In spagnolo: Brisa
In tedesco: Brise
In francese: Brise

Ultima modifica: 2013-11-11 17:02:33
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