Glossario meteorologico 

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Westerlies (venti occidentali)

Venti prevalenti che, alle medie latitudini (35°-60°), interessano entrambi gli emisferi.
I venti occidentali spirano da sud-ovest nell'emisfero boreale e da nord-ovest in quello australe.
A livello planetario esistono, nella troposfera, tre celle convettive per ogni emisfero. In questo contesto i venti occidentali (westerlies) non sono altro che il ramo superficiale della cella intermedia (cella di Ferrel). Essendo, a differenza degli alisei, venti irregolari, la loro presenza, ovviamente, non impedisce che alle medie latitudini si manifestino venti dai quadranti orientali con frequenze più o meno elevate a seconda dei periodi dell'anno e dell'area geografica interessata.
I flussi zonali westerly sono più intensi nell'emisfero australe, grazie alla minor presenza di superfici continentali alle medie latitudini meridionali, e nella stagione invernale (grazie al maggior gradiente barico orizzontale che caratterizza le stagioni più fredde).
Questo pattern circolatorio fa si che, sempre alle medie latitudini, gli inverni siano mediamente più miti sulle coste occidentali mentre le coste orientali saranno caratterizzate da una certa continentalità. Ecco dunque perchè gli inverni sono relativamente più rigidi a New York e Tokyo e miti a Lisbona e San Francisco.


In inglese: Westerlies, anti-trades, prevailing westerlies
In spagnolo: Vientos del oeste
In tedesco: Westwindzone, Westwinddrift
In francese: Flux zonal d'ouest
In olandese: Westenwindgordels

Ultima modifica: 2013-11-19 16:56:52
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